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GIOVANNI PAISIELLO FESTIVAL

 

Nel 2003 c’era chi diffidava che le edizioni del neonato Giovanni Paisiello Festival avrebbero superato il numero delle note del totale cromatico (dodici). Eccoci arrivati, invece, alla XIII edizione che offre al suo pubblico una raffinata serie di eventi e di concerti tutti mirati, come ogni anno, alla valorizzazione di quel patrimonio identitario che è l’arte di Paisiello e la musica del Settecento italiano. Musicologia applicata, sensibilità alla restituzione dell’originaria prassi esecutiva e investimento sulle giovani generazioni di cantanti e strumentisti restano la ragion d’essere di un piccolo ma prezioso festival, capace di compattare le energie musicali di una città, Taranto, oggi quanto mai gratificata d’una particolare attenzione a livello nazionale. 

L’edizione 2015, che coincide con il 275° anniversario dalla nascita del nostro Giovanni Paisiello, si apre con il concerto strumentale dell’Ensemble Duny di Matera che nel riproporre la pratica concertante di Platti, Barsanti e Cecere – nel prezioso impasto timbrico di flauto e violoncello barocco accompagnati dal clavicembalo – va alle origini dello stile galante italiano che, in egual misura, improntò il mondo delle accademie e intrise la scrittura operistica di pieno Settecento.

In continuità con le “turcherie barocche” dello scorso anno, il recital vocale di tre giovani talenti, Valeria La Grotta, Vincenzo Franchini e Manuel Amati, s’intitolerà “baroccherie pugliesi” e offrirà un’antologia di arie e duetti scritti dai più celebri operisti di nascita pugliese attivi nel XVIII secolo, quei “vicini” di Paisiello da lui considerati come maestri (il caso di Sarro e di Leo) o avversati come rivali (Piccinni e Traetta).

Il cuore del festival sarà occupato da Amor vendicato, una “favola boschereccia” che assume il senso di un melodramma di soggetto mitologico per così dire liofilizzato; destinato ad essere ascoltato nell’hortus conclusus della principale accademia aristocratica napoletana, questo componimento drammatico si nutrì del rinnovato interesse per l’opera seria che Paisiello dimostrò dopo il soggiorno in Russia e oggi si lascia ascoltare come un esempio di puro edonismo canoro. Intorno alla messinscena di Amor vendicato – la prima in tempi moderni, preceduta dalla consueta consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival – ruoterà la giornata di studi dove interverrà Lucio Tufano, tra i massimi esegeti a livello internazionale della musica del Settecento napoletano.

L’esito del seminario di Teatrodanza tenuto da Alberto Cacopardi occuperà il penultimo appuntamento del festival che continua la sua attenzione per il mondo della danza e della corporeità dell’interprete, due elementi basilari, all’epoca di Paisiello, per lo spettacolo d’opera. Prima della performance coreutica si lancerà un’ambiziosa proposta: restaurare la casa natale di Paisiello per farne la sede di un centro di studi, uno spazio concertistico e al tempo stesso un luogo di aggregazione sociale.

A chiudere questa XIII edizione sarà il recital di Francesca Ruospo, soprano di nascita pugliese, la cui brillante carriera internazionale ha preso le mosse dalla Scala di Milano con squisite interpretazioni delle opere di Mozart. La musica mozartiana infatti dialogherà con quella di Paisiello attraverso una collana di arie (alcune inedite) che intende rappresentare il legame profondo che unì i due grandi operisti del Settecento illuminista e cosmopolita.


Lorenzo Mattei – direttore